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Cari amici,
nell'ultimo incontro eravamo arrivati alla fine del quinto
capitolo e mancava l'Aggiunta, che Rudolf Steiner inserì
nella seconda edizione.
Vorrei riprendere il filo del discorso andando al nocciolo
della questione. Abbiamo visto che ognuno di noi, spontaneamente,
in un primo momento guarda il mondo, lo vede, lo sente,
lo annusa, lo palpa, lo tasta ecc… – la scienza
dello spirito parla addirittura di dodici sensi –,
ognuno, insomma, percepisce il mondo e con tutta naturalezza,
prima di diventare un filosofo, dice: beh, il mondo che
vedo e che sento è il mondo reale! Questa posizione
l'abbiamo chiamata realismo ingenuo. Finché le
cose andavano così, niente di male.
Poi, guarda un po', a partire da tre, quattro, cinque
secoli prima della grande svolta di duemila anni fa, è
successo in Grecia un patatrac! Prima c'erano stati Ferecide
di Siro, Talete, Anassagora, Anassimene (ve li ricordate
questi presocratici?) ed erano gli ultimi realisti ingenui...
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